Chiavi di casa, piccoli modellini di case e banconote in euro su un tavolo

Affitti a canone concordato, quasi 4 su 10: cosa può cambiare con la cedolare al 5% nel 2027

4/11/26
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Nel 2025, in Italia, quasi 4 affitti lunghi nuovi su 10 sono stati firmati a canone concordato.

Nel 2015 era 1 su 4.

Il disegno di legge di bilancio per il 2027, che il Parlamento deve ancora esaminare e approvare, abbassa dal 10% al 5% la tassa sugli affitti concordati firmati nel 2027.

Per capire cosa può succedere siamo partiti da dieci anni di contratti registrati.

I numeri che contano:

  • 257.636 affitti concordati nuovi nel 2025: erano 165.633 nel 2015.
  • 409.986 affitti a canone libero nuovi nel 2025: erano 492.955.
  • 38,6 su 100: la quota dei concordati sui contratti lunghi nel 2025, dal 25,2 del 2015.
  • 41 o 42 su 100: dove potrebbe arrivare nel 2027, secondo le nostre due stime.

Il canone concordato, in poche righe

È un affitto con il canone dentro i limiti fissati dagli accordi territoriali del comune.

In cambio il proprietario paga meno tasse.

Con la cedolare secca, la tassa piatta sull'affitto, oggi paga il 10% invece del 21%.

Lo sconto vale nei comuni ad alta tensione abitativa: le grandi città e i comuni vicini, i capoluoghi di provincia e gli altri comuni individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.

Quanto costa in meno a chi prende casa in affitto?

Nei comuni ad alta tensione abitativa, nel 2025, un concordato lungo è stato firmato in media a 84,0 euro al metro quadro all'anno, uno libero a 102,4.

A parità di metri quadri, il concordato costa il 18% in meno.

Dieci anni di contratti, due strade opposte

Dal 2015 al 2025 i nuovi affitti concordati sono cresciuti di 92.003.

Quelli a canone libero sono calati di 82.969.

Contratti nuovi di affitto lunghi in Italia dal 2015 al 2025: canone libero da 492.955 a 409.986, canone concordato da 165.633 a 257.636
Contratti nuovi di abitazioni a lungo termine registrati ogni anno in Italia, a canone libero e a canone concordato, dal 2015 al 2025. Fonte: Agenzia delle Entrate, Rapporti immobiliari OMI 2016-2026, segmenti del mercato delle locazioni.

Nel frattempo il totale è rimasto quasi fermo: 658.588 contratti lunghi nel 2015, 667.622 nel 2025.

Quello che si è spostato è la scelta fra libero e concordato.

Su 100 affitti lunghi, i concordati erano 25,2 nel 2015 e 38,6 nel 2025: in media 1,3 in più ogni anno.

Un'avvertenza sul dato.

Contiamo i contratti nuovi registrati in un anno, non tutti gli affitti in corso, e restano fuori i contratti transitori.

Il conto è su tutta Italia per una ragione precisa: nei Rapporti fino al 2018, e in quello del 2020, la riga dei comuni ad alta tensione abitativa coincide con il totale nazionale.

Una serie fatta solo di quei comuni mescolerebbe perimetri diversi.

Cosa è successo l'ultima volta

La tassa sul concordato è già scesa due volte.

Il decreto-legge 102 del 2013 l'ha portata dal 19% al 15%, il decreto-legge 47 del 2014 dal 15% al 10%.

Dal 2015 al 2017, i primi anni dopo il taglio al 10%, i concordati sono passati da 25,2 a 30,3 su 100: 2,6 in più ogni anno, quasi il doppio del ritmo medio del decennio.

Quanto di quella crescita sia merito dello sconto non lo possiamo dire: i dati contano i contratti, non il motivo per cui sono stati firmati in un modo o nell'altro.

Cosa ci aspettiamo per il 2027

Abbiamo fatto due stime.

Sono stime nostre, non dati: quelli del 2026 non sono ancora pubblicati.

  • Se il ritmo resta quello dei dieci anni, 1,3 in più ogni anno: 39,9 su 100 nel 2026 e 41 nel 2027.
  • Se il 2027 ripete gli anni dopo il 2014, con il 2026 al ritmo medio e il 2027 a 2,6 in più: 42 su 100.
Affitti concordati ogni 100 contratti lunghi in Italia: da 25,2 nel 2015 a 38,6 nel 2025, con due stime per il 2027 a 41,3 e 42,5
Affitti concordati ogni 100 contratti lunghi nuovi, Italia. Dal 2015 al 2025 dati pubblicati; 2026 e 2027 stime nostre, al ritmo medio 2015-2025 e, per il 2027, al ritmo 2015-2017. Fonte: Agenzia delle Entrate, Rapporti immobiliari OMI 2016-2026; elaborazione nostra.

Il 2026 è uguale nelle due stime, perché il 5% vale solo per i contratti firmati nel 2027.

Tenendo fermo il totale del 2025, circa 670.000 contratti lunghi, vuol dire fra 18.000 e 26.000 affitti concordati in più rispetto al 2025.

Il totale però può anche muoversi.

Se lo sconto porta sul mercato case che oggi non sono affittate, i contratti crescono, e la quota da sola non lo mostra.

Ma prima di lasciarti, cosa guardare se affitti nel 2027

  • Il comune: lo sconto vale solo nei comuni previsti dalla legge. Va controllato prima di scegliere il contratto.
  • Il canone: il concordato ha un tetto, e il conto si fa sul netto, canone più basso contro tassa più bassa. Il 18% è una media: nel tuo comune la distanza dal libero può essere diversa.
  • La data della firma: conta il contratto stipulato nel 2027. Proroghe e rinnovi fatti nel 2027 non entrano.
  • Il contratto in corso: se al 30 settembre 2026 c'è un contratto con lo stesso inquilino, interromperlo per rifirmarlo nel 2027 non dà lo sconto. Lo stesso vale se si firma con chi abitava già nella casa o con la sua famiglia.
  • L'età dell'inquilino: se alla firma ha meno di 36 anni, la tassa scende all'1%.
  • Gli anni coperti: il 5% vale sui canoni incassati dal 2027 al 2031, e anche sul primo rinnovo di quei contratti.
  • Il testo: è un disegno di legge. In Parlamento può cambiare, e finché non è approvato non è una regola.

Il 5% non arriva a tutti

Nel 2014 il 10% è arrivato anche sui concordati già in corso.

Il 5% invece tocca solo i contratti firmati nel 2027: chi ha già un concordato resta al 10%.

Due affitti uguali, nella stessa via e con lo stesso canone, possono così pagare per anni uno il 10% e l'altro il 5%, solo per l'anno in cui sono stati firmati.

Per questo il precedente del 2014 va usato con prudenza per stimare il 2027: allora lo sconto arrivava a tutti, questa volta passa solo da una firma nuova.

E anche per chi firma nel 2027 il 5% finisce: vale sui canoni fino al 2031 e sul primo rinnovo, poi con la legge di oggi si torna al 10%, mentre il tetto sul canone resta.

Un concordato che conviene solo con il 5% è quindi un contratto scelto per una tassa che, a un certo punto, torna quella di prima.

Fonti: Agenzia delle Entrate, Rapporti immobiliari OMI 2016-2026, segmenti del mercato delle locazioni; Relazione illustrativa al disegno di legge di bilancio 2027-2029, articolo 5; decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, articolo 4; decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, articolo 9. Stime per il 2026 e il 2027 e analisi effettuate dalla nostra società.

Autore
Yannick Sciamanna
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