Dal 2004 al 2025, in Italia, la quota di persone che vivono in una casa di proprietà è salita di 4,4 punti: da 72,7% a 77,1%. Negli altri 4 paesi europei che abbiamo messo a confronto è scesa, in tutti.
Abbiamo scelto Portogallo, Irlanda, Finlandia e Danimarca per una ragione tecnica: sono paesi che hanno la serie Eurostat completa dal 2004, senza anni mancanti. Germania, Spagna e Romania no, e con loro il confronto partirebbe solo dal 2010.

- Italia da 72,7% a 77,1%
- Portogallo da 74,6% a 71,2%
- Irlanda da 81,8% a 70,9%
- Finlandia da 71,4% a 66,9%
- Danimarca da 67,2% a 58,4%
Nel 2004 l’Italia era terza su 5. Oggi è prima. E la media dei 27 paesi dell’Unione, che Eurostat calcola solo dal 2010 (e quel primo anno è una sua stima), nello stesso tempo è scesa da 70,7% a 68,5%.
Eurostat segnala un cambio di metodo in Danimarca nel 2011, in Irlanda nel 2019 e 2020, in Portogallo nel 2021. Per l’Italia nessuno. I cali degli altri però si vedono anche fra un cambio e l’altro: la Danimarca perde 10,3 punti dal 2011, l’Irlanda 11,5 fino al 2018, il Portogallo 7,1 dal 2021.
6 persone su 10, in Italia, vivono in una casa già pagata
Eurostat divide i proprietari in due gruppi: chi ha ancora un mutuo sulla casa in cui vive, e chi no. È qui che l’Italia si stacca dagli altri 4.

Nel 2025 il 59,9% di chi vive in Italia abita in una casa di proprietà senza mutuo. Con il mutuo è il 17,3%. In affitto il 22,9%, e di questi 9,3 punti pagano un affitto ridotto o vivono in una casa avuta in uso gratuito: a prezzo di mercato è in affitto il 13,6%.

In Danimarca la proporzione è rovesciata. Senza mutuo il 19,2%, con il mutuo il 39,2%, in affitto il 41,4% a prezzo di mercato.
E gli altri tre paesi stanno in mezzo: senza mutuo è il 39,7% in Portogallo, il 34,7% in Irlanda, il 30,1% in Finlandia. L’Italia, con il 59,9%, è da sola.
Da noi non è il risultato di un anno fortunato. In 22 rilevazioni annuali, dal 2004 al 2025, la quota di persone in una casa già pagata non è mai scesa sotto il 55,8%. La divisione fra chi ha il mutuo e chi no, invece, si muove parecchio da un anno all’altro: con il mutuo era il 12,7% nel 2024 e il 17,3% nel 2025. Per questo la leggiamo come una fotografia e non come una tendenza.
Avere la casa non basta a stare meglio
Un paese di proprietari è un paese che sta meglio? I dati non lo dicono.
Il PIL per abitante a parità di potere d’acquisto, fatta 100 la media dell’Unione, nel 2025 è 127 in Danimarca e 96 in Italia. E non è una regola al contrario: il Portogallo ha meno proprietari di noi ed è a 81, un dato ancora provvisorio. Il PIL misura quanto un paese produce per abitante; la quota di proprietari dice come le persone tengono la casa in cui vivono. Sono due numeri che camminano ognuno per conto suo.
Una cosa però resta vera a prescindere dal confronto. È vero, se vivi in casa tua non paghi un affitto, e non è poco. Ma la casa in cui abiti non ti paga niente: quel valore resta fermo finché non lo vendi, lo affitti o lo trasformi.
Cosa vuol dire per chi ha un immobile
La casa in cui vivi non si mette sul mercato per un calcolo di rendimento. È un tetto, e deve esserlo.
Ma in un paese dove 6 persone su 10 hanno un valore già pagato sotto i piedi, quel valore prima o poi cambia funzione. Succede quando i figli escono di casa e l’appartamento diventa troppo grande. Quando arriva un’eredità. Quando accanto alla casa in cui vivi ce n’è un’altra, o un negozio, o un ufficio, che è pagato e fermo.
È lì che quel capitale torna a essere capitale. E la differenza la fa cosa ci fai sopra: una casa troppo grande che non si vende può diventare due appartamenti che il mercato assorbe; un negozio sfitto può cambiare destinazione e diventare un’abitazione; un immobile datato può essere riqualificato prima della vendita invece che dopo.
È il servizio che chiamiamo «Riqualifichiamo il tuo immobile». Tu metti l’immobile. A noi progetto, lavori e vendita. A te più valore. Ci lavoriamo con i nostri tecnici, le imprese e gli investitori che entrano nell’operazione, e ciascuno sa prima cosa ne ricava. Vale solo per immobili con un potenziale da liberare: su un bilocale già ristrutturato non c’è niente da trasformare, e te lo diciamo subito.
La domanda giusta
Da questi numeri si può tirare una conclusione facile: in Italia la casa di proprietà tiene, quindi tenerla ferma va bene. È vero che tiene. Ma il valore che resta fermo resta dov’è.
Quello che non controlli è il mercato: i prezzi, i tassi, chi compra. Quello che controlli sono 2 cose. Il taglio del tuo immobile, cioè se è la casa che il mercato cerca oggi. E cosa può diventare: 2 appartamenti più piccoli, un’altra destinazione, un immobile rifatto prima della vendita.
Per questo la domanda utile non è se possedere una casa. È cosa fa, oggi, il valore che hai già pagato.
Se hai un immobile fermo, troppo grande o da rifare, scrivici o chiamaci allo 0721 631524. Lo guardiamo con i numeri della sua zona e ti diciamo se c’è un’operazione da fare, e quale.





