Classi energetiche in Italia dal 2016 al 2025: la G perde 10 punti, dove finiscono e a che ritmo
Nel 2016, su 100 certificati energetici di abitazioni emessi in Italia, 35,1 erano in classe G, la peggiore.
Nel 2025 erano 24,8.
In nove anni la G ha perso 10,3 punti.
È il movimento più grande di tutta la scala, e l'unica classe che scende davvero.
Dove sono finiti quei punti, e a che velocità?

Cosa contano questi numeri
I dati vengono dal SIAPE, il catasto nazionale degli attestati di prestazione energetica tenuto dall'ENEA, nella sua analisi pubblica per anno di emissione.
Qui ci sono solo le abitazioni.
Un certificato si fa quando una casa si vende, si affitta, si costruisce o si ristruttura in modo importante.
Si contano quindi i certificati e non le case: lo stesso appartamento venduto e poi affittato può averne due, e una casa che non passa di mano non compare.
È la fotografia delle case che si muovono in quell'anno, non di tutte le case d'Italia.
E la base cresce: 241.615 certificati di abitazioni nel 2016, 1.148.571 nel 2025.
Una parte della crescita è il catasto che si riempie, perché le Marche hanno zero certificati fino al 2020 ed entrano nel 2021.
Il 2015 ha pochissimi certificati e il 2026 si ferma all'8 ottobre, quindi restano fuori tutti e due.
La G non è scesa in modo regolare
Anno per anno la quota di certificati in classe G è questa:
- 2016: 35,1%
- 2017: 33,4%
- 2018: 33,8%
- 2019: 32,7%
- 2020: 32,1%
- 2021: 32,6%
- 2022: 29,7%
- 2023: 25,7%
- 2024: 24,6%
- 2025: 24,8%
Ci sono tre tempi diversi.
Dal 2016 al 2021 la G perde 2,6 punti in cinque anni.
Dal 2021 al 2023 ne perde quasi 7 in due.
Nel 2024 e nel 2025 resta ferma intorno al 25%.
Due anni su nove hanno fatto due terzi del calo.
Dove finiscono i punti persi dalla G
Se la G perde 10,3 punti, qualcun altro li prende.
Il grafico qui sotto mette in fila, classe per classe, la differenza fra la quota del 2025 e quella del 2016.

- A4, la classe migliore: dall'1,3% al 4,6%, più 3,3 punti. È la classe che sale di più. I certificati in A4 passano da 3.211 a 53.075.
- Tutte le A insieme, da A1 ad A4: dal 6,4% all'11,5%, più 5,1 punti, con il picco del 16,4% nel 2023.
- Dalla B alla E: dal 35,5% al 40,6%, altri 5,1 punti. La C sale di 1,7, la B di 1,3, la D di 1,2, la E di 0,9.
- La F: 23,0% nel 2016 e 23,1% nel 2025. Non si sposta.
I punti persi dalla G si dividono quasi esattamente a metà: una metà arriva in classe A, l'altra si ferma fra la B e la E.
La G si svuota, ma la classe A ne raccoglie solo metà.
Anche la classe A ha il suo rovescio.
Dopo il 2023 le A scendono dal 16,4% all'11,5%, e la A4 dal 6,1% al 4,6%.
Non vuol dire che delle case siano peggiorate: una casa rifatta nel 2023 che resta dov'è non rientra nel conto del 2025.
Può darsi che negli ultimi due anni siano passate dal catasto meno case nuove o rifatte, o più case vecchie in vendita e in affitto, e questo file non dice quale delle due.
La prova su una regione che c'è dal primo anno
Con una base che cambia confini, un movimento nazionale va controllato dove i confini restano fermi.
L'Emilia-Romagna è nel catasto dal primo anno.
Lì la G passa dal 35,7% del 2016 al 27,7% del 2025, quasi 8 punti in meno.
E anche lì la classe che sale di più è la A4, dall'1,8% al 6,0%.
Il movimento quindi non è un effetto delle regioni entrate strada facendo.
La F invece in Emilia-Romagna scende, dal 24,7% al 22,0%: la F ferma è un dato dell'Italia intera, e una regione può andare diversamente.
A questo ritmo
Proviamo a tirare una retta, sapendo che è solo una retta.
In media, dal 2016 al 2025, la G ha perso 1,1 punti l'anno.
Se il passo restasse quello, scenderebbe sotto il 10% dei certificati nel 2038.
Se invece il passo fosse quello degli ultimi due anni, 0,4 punti l'anno, sotto il 10% ci arriverebbe nel 2061.

Sono proiezioni lineari, non previsioni: nessuno dei due ritmi è garantito, e il passato recente dice proprio che il ritmo cambia.
Ma 23 anni di distanza fra le due date misurano quanto pesa il passo.
Con questi numeri non si può fare il confronto con la direttiva europea sulle case green, la 2024/1275.
Sulle abitazioni non fissa una classe da raggiungere casa per casa: chiede che il consumo medio di energia primaria di tutto il parco residenziale scenda di almeno il 16% entro il 2030 rispetto al 2020, e che almeno il 55% di quel calo venga dal 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori.
Le quote di classe sui certificati emessi in un anno non misurano quel consumo medio, quindi da qui non si può dire se l'Italia è in linea.
Prima di fidarti della lettera sul certificato
- La data. Un APE racconta la casa nel giorno in cui è stato fatto: se dopo ci sono stati lavori, la lettera può essere rimasta indietro.
- Il motivo. Sul certificato c'è scritto perché è stato fatto: una vendita, un affitto, una casa nuova, una ristrutturazione. La stessa lettera su una casa nuova e su una casa rifatta non racconta la stessa casa: nella seconda la struttura e le parti comuni hanno l'età dell'edificio, e vanno guardate a parte.
- Quante G ci sono in giro. Nel 2025 quasi un certificato su quattro in Italia è ancora in G: una casa in G sul mercato non è un'eccezione. Il confronto che conta però è con le case in vendita nella stessa zona, e questo dato nazionale non lo fa.
Fra il 2038 e il 2061
La G in Italia è scesa quasi tutta in un colpo: quasi 7 punti in due anni.
In Emilia-Romagna, negli stessi due anni, se n'è andato tutto il calo dei nove anni.
Perché sia successo lì, questi numeri non lo dicono.
Ogni anno a certificare sono case diverse: una G che cala può voler dire case in G rifatte prima di passare di mano, oppure più case nuove nel conto, e il file non separa le due cose.
Le due date della proiezione restano rette tirate su una quota, e di una casa in particolare non dicono niente.
Una casa in G di solito cambia lettera dopo dei lavori, e in condominio quelli che pesano di più, come cappotto, tetto e impianto centralizzato, li decide l'assemblea, non il singolo proprietario.
Se la G tornerà a scendere, la quota calerà in tutti e due i casi: con case in G rifatte prima di essere vendute o affittate, oppure con più case nuove nel conto.
Sono soprattutto le prime a togliere una G dalle case d'Italia.
Le nuove abbassano la percentuale e, di solito, lasciano le vecchie G dove sono.
Fonti: ENEA, SIAPE, analisi pubblica degli attestati di prestazione energetica per anno di emissione, abitazioni, Italia ed Emilia-Romagna, dal 2016 al 2025. Direttiva (UE) 2024/1275, articolo 9. Analisi effettuate dalla nostra società.





