Tetti in tegole e facciate colorate di un centro storico italiano visti dall alto
Con 200.000 euro, quanta casa compri in Italia: vantaggi e svantaggi di comprare dove costa meno
2/10/26
6 min
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Con 200.000 euro a Milano si comprano 41 metri quadri. Nel comune che sta a metà della classifica italiana se ne comprano 237, e in 4.921 comuni su 7.599, quasi due su tre, si arriva a 200 metri quadri o più.

Il conto è semplice: 200.000 euro diviso il prezzo medio al metro quadro di ogni comune, con le quotazioni dell'Agenzia delle Entrate del secondo semestre 2025. Qui sotto ci sono i numeri, poi i vantaggi e gli svantaggi di comprare dove la stessa cifra vale di più, e il ragionamento da fare prima di decidere.

Cosa misura il conto

  • È un prezzo medio di zona. Per ogni comune è la media dei valori centrali delle zone OMI, abitazioni civili in stato normale. La singola casa sta sopra o sotto, per piano, affaccio, impianti, classe energetica e spese condominiali.
  • La media non è pesata. Ogni zona conta uguale, anche se in centro ci sono più case che in una frazione.
  • I metri sono lordi, muri compresi.
  • Stato normale vuol dire niente lavori nel prezzo. Una casa da rifare costa meno, ma il cantiere va aggiunto.
  • 297 comuni restano fuori: non hanno quotazioni per le abitazioni civili in stato normale, oppure le hanno a zero.

Le grandi città

Milano è l'unica grande città sotto i 50 metri quadri. Roma è a 66, Firenze a 67, Bologna a 68, Venezia a 82, Napoli a 84, Torino e Cagliari a 97, Genova a 111, Bari a 113, Palermo a 146. Più cari di Milano ci sono solo 11 comuni, tutti di mare o di montagna: Portofino con 19 metri quadri, Cortina d'Ampezzo con 21, Capri con 26, poi Anacapri, Courmayeur, Selva di Val Gardena, Ortisei, Livigno, Forte dei Marmi, Pré-Saint-Didier e Camogli.

Metri quadri comprati con 200.000 euro nelle grandi città: Milano 41, Roma 66, Firenze 67, Bologna 68, Venezia 82, Napoli 84, Rimini 87, Torino 97, Cagliari 97, Genova 111, Pesaro 111, Bari 113, Palermo 146. Il comune mediano italiano arriva a 237
Quotazioni OMI del secondo semestre 2025, media delle zone del comune.

Le regioni

Nel comune mediano di ogni regione si va da 421 metri quadri in Molise a 104 in Trentino-Alto Adige. Sopra i 300 ci sono Molise, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Sicilia e Sardegna; sotto i 200 Lombardia, Liguria, Toscana, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige.

Mappa dei comuni italiani colorati per metri quadri comprati con 200.000 euro, e classifica delle regioni per comune mediano: Molise 421 mq, Basilicata 404, Calabria 362, Abruzzo 352, Sicilia 338, fino a Toscana 167, Valle d'Aosta 140 e Trentino-Alto Adige 104
200.000 euro diviso il prezzo medio delle zone OMI del comune, abitazioni civili in stato normale, secondo semestre 2025. In grigio i comuni senza quotazione.

I vantaggi di comprare dove 200.000 euro valgono di più

  • Più casa a parità di spesa, oppure la stessa casa con molto meno debito. Una casa da 100 metri quadri che a Milano costa più di 480.000 euro, nel comune mediano costa intorno agli 84.000.
  • Un rendimento lordo più alto, se la affitti. Mettendo il canone OMI accanto al prezzo OMI, il rendimento lordo mediano è del 4,7% nei comuni dove 200.000 euro comprano 200 metri quadri o più, del 3,7% nella fascia fra 50 e 100, del 3,1% sotto i 50.
  • Un ingresso basso lascia margine per i lavori, che in una casa vecchia sono quasi sempre da mettere in conto.

Gli svantaggi

  • Si vende poco. Nel 2025, nel comune mediano della fascia da 300 metri quadri in su, si sono vendute 13 abitazioni in tutto l'anno, e in 4 di quei comuni su 10 meno di 10. Nella fascia fra 100 e 200 sono 87, in quella fra 50 e 100 sono 150. Sono anche comuni più piccoli, ma per chi deve rivendere conta il numero assoluto: quanti compratori ci sono in un anno.
  • Il canone è basso in valore assoluto. Il rendimento in percentuale è più alto, ma su una cifra piccola: a parità di lavoro di gestione, l'incasso è minore.
  • Lo stato degli immobili va verificato uno per uno. La quotazione è per lo stato normale: dove le case sono vecchie, impianti, tetto e classe energetica possono pesare quanto il prezzo.
  • Servizi e distanze sono un costo che la quotazione non misura: lavoro, scuole, sanità, collegamenti.

Il nostro ragionamento

Un prezzo al metro basso non è un affare per definizione. Il prezzo lo fa il mercato, e dentro ci sono già la domanda di chi vuole abitare in quel posto, il lavoro che c'è intorno, i servizi, la velocità con cui una casa si rivende.

Dove il metro costa poco, spesso è perché questi elementi sono più deboli.

Vale anche al contrario: un prezzo alto non vuol dire che si guadagnerà. Nelle grandi città si paga l'accesso a un mercato che si muove, e quel prezzo si riflette in un rendimento lordo più basso.

La domanda giusta quindi cambia a seconda di cosa si vuole fare. Per abitare: quanto vale per te vivere lì, con quello che c'è e quello che manca. Per investire: chi abiterà, affitterà o comprerà dopo di te, e in quanto tempo. Un ingresso basso è un vantaggio solo se l'uscita e quindi la rivendita è studiata.

E l'affitto breve turistico o il B&B sono un'altra cosa: un'attività di impresa, con ricavi più alti ma gestione, stagionalità e rischio, e si misurano in un altro modo.

Pesaro Urbino e Rimini nella classifica nazionale

Noi lavoriamo nelle province di Pesaro Urbino e Rimini. Con 200.000 euro a Pesaro si comprano 111 metri quadri, a Rimini 87. Nel comune mediano della provincia di Pesaro Urbino si arriva a 242, praticamente sulla mediana italiana; in quello della provincia di Rimini a 150.

Ma prima di lasciarti - cosa guardare prima di decidere

  • Parti dalla zona, non dal comune. Dentro lo stesso comune le zone OMI possono stare molto lontane.
  • Guarda le compravendite degli ultimi anni nel comune: dicono quanto è facile uscire.
  • Metti accanto al prezzo il canone della stessa zona e passa dal lordo al netto: cedolare al 21% o al 10%, condominio, manutenzione, IMU, mesi sfitti.
  • Controlla lo stato dell'immobile e somma i lavori al prezzo.

Con la stessa cifra, ti conviene la casa più grande o quella che rivendi prima? La risposta cambia da un comune all'altro e sta in numeri che qui non si vedono: le vendite vicine, i canoni, lo stato delle case. Sono quelli che guardiamo ogni giorno nel nostro ufficio.

Autore
Yannick Sciamanna
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